#finestrepensanti_10

[Finestre d’Autore | Track_02]

Meredith Monk (1942): UN LABORATORIO AFFACCIATO SUL MONDO E IL DESIDERIO DI UN NUOVO PIANETA

Nei video indicati a seguire, abita e si manifesta il mondo sonoro della grande e poliedrica artista, un vasto territorio creativo imperniato sulla ricerca vocale e su tutto ciò che la voce e la condotta espressiva, più che mai flessibili alla contemporaneità, hanno incontrato nel tempo e nello spazio.

Tutto da lei è stato visitato secondo il principio, da lei stessa enunciato, di un interesse e tendenza verso una folk music con echi e tracce provenienti da un altro pianeta (Folk Music from Another Planet) e oggi diremmo noi per un nuovo pianeta, come forse tutti in questo momento stiamo desiderando avere in futuro.

Da sempre interessata nelle sue opere e nelle sue produzioni alle geometrie nascoste della vita ed alla spiritualità della natura, ha sempre declinato con determinazione un atteggiamento etico profondo nei suoi gesti creativi e nella disciplina individuale e collettiva legata ad essi.

Risultano attuali le immagini e le sue considerazioni sulla quotidianità ed il rapporto con lo spazio ed il tempo vissuta nel suo loft, un luogo chiuso e delimitato che sembra comunque non avere confini. 

Riferimenti:

Meredith Monk, I believe in the healing power of Art : percorso dell’artista visto nelle immagini che riportano alcune delle tappe fondamentali.

Meredith Monk Q2 Spaces, Tortoise Dreams and Folk Music from Another Planet:  video tratto da una serie di interviste condotte nelle abitazioni di artisti contemporanei.

Meredith Monk, Songs of Ascension, Ann Hamilton’s Tower: performance che coniuga nell’atto creativo della realizzazione/esecuzione il rapporto con la vocalità e uno spazio definito (la torre e le sue architetture interne) e l’interazione degli artisti coinvolti in questa dimensione con le conseguenze interpretative di questo rapporto. Un dialogo tra voce, corpo e spazio in una dimensione percettiva globale.

 

[Eleonora Giovanardi]