#finestrepensanti_00

[Io resto nel palazzo…]

Così avrebbe forse detto, oggi, il re in ascolto di Calvino. Lui, che una corona già l’aveva, avrebbe forse mal sopportato l’idea di una virus incoronato pronto ad assediare il suo regno. Eppure il re in ascolto non aveva bisogno del Covid-19 per rimanere prigioniero del suo palazzo, a spiarne, dentro e fuori, le ombre sonore…

«La città è un rombo lontano in fondo all’orecchio, un brusio di voci, un ronzio di ruote. Quando nel palazzo tutto è fermo, la città si muove, le ruote corrono le vie, le vie corrono come raggi di ruote, i dischi ruotano nei grammofoni, la puntina gratta un vecchio disco, la musica va e viene, a strappi, oscilla, giù nel solco rombante delle vie, o sale alta col vento che fa girare le ventole dei camini. La città è una ruota che ha per perno il luogo in cui tu stai immobile, ascoltando.»

Lettura consigliata in un tempo che costringe ciascuno di noi a ripiegare nel proprio palazzo, nella propria esistenza, decifrandone i segni.

Italo Calvino (1986), Un re in ascolto, da “Sotto il sole giaguaro”,  Milano, Garzanti.

[roberto neulichedl]